Il Consiglio federale adotta il rapporto sull’introduzione della carta della disabilità in Svizzera
Berna, 21.10.2026 — L’Unione europea prevede di istituire entro il 2028 una carta europea della disabilità. Un postulato chiede al Consiglio federale di esaminare in che modo una tale carta possa essere introdotta anche in Svizzera. Nella seduta del 21 ottobre 2026, il Consiglio federale ha adottato il rapporto in adempimento del postulato, nel quale sono illustrate tre possibili opzioni.
La carta prevista dall’Unione europea dovrebbe consentire alle persone con disabilità di certificare la loro condizione di disabilità quando sono in viaggio negli Stati membri e di avere così accesso ad agevolazioni, ad esempio nei trasporti pubblici, nelle offerte turistiche o in occasione di eventi. In Svizzera una tale carta non è ancora disponibile. Il postulato Gugger 24.3324 «Quando sarà introdotta anche in Svizzera una tessera di disabilità equa?» chiede pertanto al Consiglio federale di illustrare in che modo la Svizzera possa allinearsi allo standard europeo.
La direttiva (UE) 2024/2841 che istituisce la carta europea della disabilità è parte integrante del pacchetto Svizzera-UE (Bilaterali III). Sottoscrivendo una dichiarazione comune, la Svizzera si è impegnata a recepire la direttiva dopo l’entrata in vigore del pacchetto. Per introdurre la carta, dovrebbe creare le basi legali necessarie e definire la cerchia degli aventi diritto.
Possibili opzioni
Nel rapporto adottato dal Consiglio federale nella seduta del 21 ottobre 2026 sono delineate tre opzioni di attuazione:
- L’opzione 1 si basa su una nozione ampia di disabilità e definisce la cerchia degli aventi diritto in modo indipendente da eventuali prestazioni assicurative. Questa opzione richiederebbe presumibilmente una nuova base costituzionale.
- L’opzione 2 subordina il diritto alla carta all’attuale tessera AI: soltanto le persone che percepiscono una rendita AI o un assegno per grandi invalidi avrebbe diritto alla carta europea della disabilità. Questa opzione renderebbe necessario almeno un adeguamento a livello di legge e di ordinanza.
- Anche l’opzione 3 si fonda su criteri basati sul diritto delle assicurazioni sociali, ma estende la cerchia degli aventi diritto alle persone che percepiscono altre prestazioni sociali. Anche in questo caso si renderebbe presumibilmente necessario un adeguamento a livello di legge e di ordinanza.
Le tre opzioni tengono conto, in misura diversa, degli obiettivi della direttiva UE e si differenziano in particolare per quanto riguarda il numero dei potenziali beneficiari, che varia da circa 337 000 (opzione 2) a 550 000 o 800 000 persone (opzioni 1 e 3). Il rapporto fornisce inoltre una stima approssimativa dei costi di attuazione. A seconda dell’opzione, si prevede una spesa iniziale stimata di 5 milioni di franchi e costi annuali fino a 500 000 franchi.
Poiché al momento il Parlamento non si è ancora pronunciato sul pacchetto Svizzera-UE, il Consiglio federale deciderà presumibilmente entro la fine del primo semestre del 2028 sul seguito dei lavori. Fino ad allora il Dipartimento federale dell’interno approfondirà ulteriormente le opzioni delineate nel rapporto.
24.3324 | Quando sarà introdotta anche in Svizzera una tessera di disabilità equa? | Oggetto | Il Parlamento svizzero
Direttiva - UE - 2024/2841 - IT - EUR-Lex
Pacchetto Svizzera-UE (Bilaterali III)