La Commissione per il patrimonio culturale storicamente problematico è pronta a ricevere richieste
Berna, 30.09.2026 — Da questo momento è possibile rivolgersi alla Commissione per il patrimonio culturale stori-camente problematico per richiedere una raccomandazione. La relativa procedura è disciplina-ta dalle disposizioni procedurali che la Commissione ha adottato in occasione della sua ter-za riunione il 18 settembre 2026. Nella conferenza stampa di oggi ha fornito informazioni su questa tappa importante e sull’attuale stato dei lavori, inclusa la consultazione delle istituzioni federali in merito ai beni culturali di proprietà della Confederazione. Ha inoltre presentato due progetti: il primo ha lo scopo di inventariare i resti umani («human / ancestral remains») presenti nelle collezioni e presso le istituzioni svizzere, mentre il secondo riguarda la gestione dei beni culturali storicamente problematici, che la Commissione intende affrontare dialogando con i musei e altri attori del settore.
A sei mesi dall’inizio dei lavori, la Commissione per il patrimonio culturale storicamente problematico ha raggiunto un traguardo importante adottando le disposizioni procedurali per il trattamento dei casi presentati alla sua attenzione. Ha così fissato le condizioni e la procedura per l’esame delle richieste concrete, sia riguardo ai beni culturali trafugati durante il nazionalsocialismo sia per quelli di origine coloniale. Le disposizioni procedurali e le relative spiegazioni sono disponibili sul sito Internet della Commissione (www.khbk.admin.ch/it).
La Commissione mira a rendere possibili soluzioni giuste ed eque in particolare nei casi in cui, nonostante anni di faticose trattative, non è ancora stato trovato un accordo. A tal fine, offre un quadro strutturato, indipendente e trasparente in cui gli interessi di tutte le parti coinvolte vengono valutati attentamente prima di elaborare una raccomandazione su come gestire il bene culturale storicamente problematico.
Mediazione o raccomandazione
Le disposizioni procedurali specificano i requisiti di legge e disciplinano le fasi che portano alla formulazione della raccomandazione. Ogni procedura ha inizio con una richiesta che, a seconda dei casi, viene presentata da una o da entrambe le parti. In seguito la Commissione valuta se è possibile raggiungere una composizione amichevole nell’ambito di una mediazione. Ciò è indicato soprattutto nei casi in cui le parti non abbiano ancora assunto rigide posizioni contrapposte. Questa opzione permette alla Commissione di adattare la procedura alla situazione concreta e di cercare anzitutto una soluzione di compromesso. Solo se con la mediazione non è possibile raggiungere un accordo, si attiva la procedura che si conclude con l’emissione di una raccomandazione.
Le raccomandazioni della Commissione si fondano su standard riconosciuti a livello internazionale e non sono giuridicamente vincolanti. Oltre alla restituzione del bene oggetto di controversia, la Commissione può raccomandare anche altri tipi di soluzioni giuste ed eque.
Priorità: collezioni della Confederazione e due progetti
Nella sua terza riunione, tenutasi il 18 settembre 2026, la Commissione ha sentito la Biblioteca nazionale svizzera, il Politecnico federale di Zurigo e il Museo nazionale svizzero in merito alla gestione del patrimonio culturale storicamente problematico presente nelle loro collezioni. La discussione si è concentrata in particolare sugli accertamenti in corso riguardo alla storia della proprietà dei beni culturali nei rispettivi fondi e sulla gestione degli oggetti per i quali si conferma il sospetto di un’origine problematica. In precedenza, la Commissione aveva già sentito l’Ufficio federale della cultura. Queste consultazioni sono fondamentali affinché la Commissione possa fornire consulenza al Consiglio federale e all’Amministrazione federale in merito alla gestione dei beni culturali storicamente problematici di proprietà della Confederazione.
La Commissione ha inoltre deciso di avviare due progetti:
- nelle collezioni svizzere (presso musei, università e altre istituzioni) sono conservati resti umani come teschi, scheletri o campioni di tessuto che risalgono in parte al periodo coloniale o ad altri contesti di ingiustizia. La Commissione ritiene che sia necessario inventariare in modo sistematico questi oggetti per indagare sulle condizioni alle quali sono stati acquisiti. Attualmente sta valutando come mettere in atto questo progetto. L’obiettivo è fare chiarezza sull’origine dei resti e gettare le basi per una gestione adeguata delle richieste delle comunità di origine.
- Quali responsabilità hanno i musei nella gestione del patrimonio culturale storicamente problematico e come le assumono nella pratica? Per rispondere a questa domanda, la Commissione cerca il dialogo con i musei anche al di fuori della Confederazione e con altri attori rilevanti. Al centro della riflessione vi sono gli obblighi di diligenza e gli standard su cui si fonda la gestione del patrimonio culturale storicamente problematico da parte delle istituzioni della memoria e le relative strategie. Il dialogo serve a mettere in evidenza le sfide e gli interrogativi concreti che emergono nella pratica, in modo da poter stabilire dove è necessario intervenire.
Con questi due progetti la Commissione affronta questioni di fondamentale importanza per la gestione del patrimonio culturale storicamente problematico. Le conoscenze così acquisite permetteranno alla Commissione di delineare possibili ambiti di intervento per la Confederazione e di consigliarla su come impostare la gestione del patrimonio culturale storicamente problematico.
Con l’adozione delle disposizioni procedurali, la consultazione delle istituzioni federali e l’elaborazione di altri fondamenti, la Commissione ha gettato le basi per la propria attività, volta a garantire una gestione responsabile del patrimonio culturale storicamente problematico in Svizzera.